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apr24

Written by:artecura
24/04/2008 23.33

La letteratura, l’arte, la musica, il cinema  sono strumenti pedagogici in grado di avvicinare il lettore “professionista sanitario” agli aspetti emotivi che accompagnano diverse situazioni di fragilità e di malattia. Rappresentano un laboratorio di esperienze, di pensiero indispensabile per crescere in umanità, una possibilità di esplorare temi e problemi, che può contribuire a rendere più profonda la capacità di comprendere noi stessi e gli altri e più acuta la nostra sensibilità.   Grazie ai testi letterari (e artistici ndr) noi riceviamo un io più vasto, cioè un supplemento di esperienza che ci arricchisce con nuove possibilità di essere nel mondo” (Ricoeur P).  Gli artisti ed i narratori che hanno affrontato il problema della malattia,  che hanno descritto i sentimenti dei malati, possono essere di notevole aiuto. La loro sensibilità può fornirci una traccia preziosa per condurci a vedere ciò che il frastuono della fretta, della tecnologia, del primato dell’oggettività minacciano di oscurare” (Cagli V.) L’arte consente di rappresentare in forma simbolica i vissuti ed i sentimenti legati alla malattia ed alla cura e diventa uno strumento estremamente efficace pee riflettere su questi temi.


"Non esiste in realtà una cosa chiamata arte. Esistono solo gli artisti. Uomini che un tempo con la terra colorata tracciavano alla meglio le forme del bisonte sulla parete di una caverna e oggi comprano i colori e disegnano gli affissi pubblicitari per le stazioni della metropolitana e che nel corso dei secoli fecero parecchie altre cose. Non c’è alcun male a definire arte tutte codeste attività, purché si tenga presente che questa parola può significare cose assai diverse a seconda del tempo e del luogo, e ci si renda conto che non esiste l’Arte con la A maiuscola. Non ci sono modi sbagliati di godere un quadro o una statua. A uno piacerà un paesaggio perché gli ricorda la sua casa, a un altro un ritratto perché gli ricorda un amico: in questo non c’è alcun male. Tutti noi, vedendo un quadro, siamo indotti a ricordare mille cose capaci di influire sulle nostre reazioni. Fin tanto che tali reminiscenze ci aiutano a godere ciò che vediamo, non c’è nulla da preoccuparsi. Ma quando qualche reminiscenza di scarso valore diventa un pregiudizio, quando istintivamente ci scostiamo da un mirabile quadro di soggetto alpino solo perché non apprezziamo l’alpinismo, allora abbiamo il dovere di frugare nella nostra mente per scoprire la ragione di un’avversione capace di neutralizzare un piacere che altrimenti avremmo avuto. Ci sono ragioni sbagliate per non godere un’opera d’arte.
…..Un’opera d’arte non è il risultato di un’attività misteriosa, bensì un oggetto fatto dall’uomo per l’uomo. Un quadro sembra così lontano quando è appeso con cornice e vetro alla parete!....
Non si finisce mai di imparare, in arte. Ci sono sempre cose nuove da scoprire. Ogni volta che ci poniamo davanti ad esse, le grandi opere appaiono diverse. Sembrano inesauribili e imprevedibili come veri e propri esseri umani. ..
Nulla è più importante di una mente fresca per godere delle opere, per poterne cogliere ogni allusione e avvertirne ogni nascosta armonia. Vedere un quadro con sguardo vergine e avventurarsi in esso in un viaggio di scoperta è un’impresa ben più ardua, ma anche ben più ricca di soddisfazioni. Nessuno può prevedere con che cosa, da un simile viaggio, farà ritorno a casa".

Da “La storia dell’arte” raccontata da E. Gombrich
Ed. Leonardo 1997




Nel sito verranno presentate differenti rubriche dove troverete informazioni rispetto ad iniziative e progetti  legati al tema dell’arte e della cura, a proposte di riflessione a partire da opere artistiche pittoriche e sculture relativa  ai temi della malattia e della cura, presentati con forti legami con la  letteratura e con citazioni di autori.  Verranno inoltre fornite indicazioni di siti dove troverete riferimenti artistici utili ad approfondimenti..

 

Lorenza Garrino e Daniela Resta   

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